La fine arriva. Fine perché poi lo schermo si oscura, si torna a malincuore al mondo reale, quasi ci si risveglia da un sogno. Quel film era troppo bello e troppo coinvolgente per finire, no, io non ci sto.
Bisogna starci.
Si può sperare in un sequel, nessuno ti garantisce che ci sarà.
Se il film è stato grandioso tutti ne parleranno per mesi, ma parlarne non è come immergercisi dentro.
Lo si troverà recensito su ogni rivista e su ogni sito web, ma diamine, quanto si invidia chi non l’ha ancora visto. “E’ stupendo, fidati di me, ti cambia la vita”.
Si può anche tornare a guardarlo, volendo. Ma non farà mai lo stesso effetto della prima volta.
Io sono quella che si incanta a guardare i titoli di coda, che non mette un piede fuori dalla sala finché non le è sfilata l’ultima parola davanti agli occhi.
Sono quella che spera sempre ardentemente che la fine non sia la fine, che ci sia quella scena dopo i credits che dà un senso a tutto, magari anche pochi secondi che però premiano l’attesa, gratificano chi è rimasto ad aspettare, chi ha amato così tanto la pellicola da volerne vedere ogni secondo. Quella scena che mi fa uscire dal cinema con il sorriso sulle labbra.
Io aspetto la vera fine. Aspetto il senso.
Quando qualcosa, qualsiasi cosa, finisce, io aspetto. Se la fine non mi ha convinto so che il tempo e l’attesa mi premieranno.
Pochi secondi possono fare la differenza.

Una lettera a chi ha perso l’amore.
Sarà difficile.
Nessuno ti ha mai detto che sarebbe stato facile. Ci hanno provato, ti hanno dato qualche pacca sulla spalla apostrofandoti con un deciso “la vita va avanti”, ma tu avanti non sei mai riuscita ad andarci.
Hanno provato a dirti che non hai bisogno di nessuno, che il mondo è pieno di gente migliore, che sei forte e troverai qualcun’altro che saprà apprezzarti come meriti.
Ma tu non vuoi essere meritata da nessuno, non sei un premio da vincere, tu ti eri innamorata della sua imperfezione e dei suoi mille difetti.
Hai provato a chiedere aiuto. A telefonare ad un’amica nel cuore della notte. Lei ti ha ascoltata una volta, due, anche venti forse, ma dopo qualche mese ti ha urlato che è ora di smetterla, che stai gettando il tuo tempo dietro a un’illusione, che quella persona non tornerà più.
Tu sai che lei ha ragione e se qualche volta alza la voce è soltanto per il tuo bene, ma in quell’attimo l’hai odiata e l’unica cosa che avresti voluto fare era proprio correre da chi ti ha abbandonato perché nessun’altro al mondo ti avrebbe capita.
Sarà difficile perché un amore non è una passeggiata, ci hai messo il cuore e l’anima, ti sei messa contro il mondo intero e alla fine hai perso la scommessa.
Non sai se ce la farai mai.
Certe sere ti sembra di non respirare. Certi giorni vorresti capovolgere l’universo e distruggere tutto ciò che vi divide.
In certi attimi la tentazione di correre a perdifiato verso casa sua o afferrare il telefono e chiamarlo è così forte che sei costretta a stringere i pugni e trattenere il respiro.
Certi ricordi fanno così male che preferiresti avere un coltello conficcato in una gamba piuttosto che una memoria tanto buona.
Certi volti per strada sono così simili al suo che vorresti inseguirli per tutto il giorno pur sapendo benissimo che si tratta di qualcun’altro.
E certe volte trovi una tregua, ti convinci che forse qualcuno migliore c’è davvero, che la felicità esiste anche tra due braccia sconosciute. Chiami l’amore a squarciagola affinché ti rapisca ancora e ti porti via, ma lui non ti ascolta. Il tuo cuore è incatenato e l’incantesimo non si decide a sciogliersi.
E’ difficile. Lo sai meglio di me quanto è difficile.
Ma difficile non vuol dire impossibile.
Vi siete vissuti. Siete stati una cosa sola. Anche solo per un secondo siete state anime gemelle. Avete sofferto insieme, riso insieme, mangiato insieme, camminato fianco a fianco.
Insieme.
Ha scelto te nella sua vita. Anche se poi ha cambiato idea, non dimenticarti mai che almeno una mattina in vita sua si è svegliando pensando ai tuoi occhi e alle tue labbra.
Tu, voi, avete conosciuto l’amore.
E lo so, è proprio per questo che è così difficile lasciarlo andare.
Ma un amore finito è sempre meglio di un amore mai cominciato.
A te che soffri, io auguro che la voglia di amare non ti passi mai.
Ricorda e soffri, non vergognartene. Ma non odiare mai l’amore. E’ l’amore stesso che ti salverà proprio quando meno te l’aspetti.
L’amore insegna. Sempre e comunque.
Non è un errore solo perché è finita male.
Non è un errore perché gli altri ci avevano avvertito o perché siamo stati così stupidi da negare l’evidenza.
Non è un errore averci creduto.
Il vero errore sarebbe non averci provato.
Non ho mai imparato ad aspettarti, io che sono così poco paziente.
Eppure è come se aspettarti fosse la cosa più naturale del mondo, come se lo facessi da sempre, come se tutta la pazienza che ho in corpo si indirizzasse senza sforzo verso di te, verso quell’utopico fermo immagine di te che torni sorridendomi.
Aspettarti, o meglio aspettare il nulla, non l’ho mai imparato. Ma mi riesce così bene che non riesco a smettere.
Woke up to the sound of pouring rain
Washed away a dream of you
But nothing else could ever take you away
‘Cause you’ll always be my dream come true
Quando se ne vanno, con una scusa o con l’altra, con un litigio o con l’indifferenza, a testa bassa o ridendo, ricordandoti o odiandoti, quando se ne vanno tu ti senti la persona più impotente del mondo. Quando se ne vanno devi semplicemente lasciarli andare, perché non hanno abbastanza motivi per restare. Perché non sei abbastanza, non vali più dei problemi, della loro cocciutaggine, dei loro impegni. Non vali la pena, così hanno deciso. Sentenza insindacabile. Ma quando se ne vanno tu vorresti fare qualsiasi cosa fuorché permetterglielo.

Ma non si può mai dire “addio”, neanche con tutta la convinzione del mondo.
Prima o poi nei sogni ci si rivede sempre.


Perché rinunciarci? Perché uccidere barbaramente i bambini che vivono in noi e che urlano disperati invocando il nostro aiuto?
Ascoltiamoli. Non soffochiamoli. Io voglio avere ancora il coraggio di sognare.


